Rieccomi

Negli svariati mesi in cui non ho scritto niente sul povero blog mi sono diplomata, sono stata a San Pietroburgo e ho iniziato l’università. Sono stata anche a Crouch End e non sono stata rapita da orrori cosmici, ma d’altra parte non ho trovato la statua dell’uomo verde, probabilmente è stato questo a graziarmi, in compenso sono diventata verde io d’invidia in quei vialetti di infinite villette a schiera.

Per il resto, è tutto più o meno okay, anche se non ho voglia di fare nulla.
In compenso leggo!

Letture degli ultimi giorni/settimane/mesi:

Una serie di sfortunati eventi - Lemony Snicket
Mi sono affezionata anch’io alle sorti degli orfani Baudelaire. Letti d’un fiato tutti e tredici i romanzi, e anche se mi ha un po’ scocciato che alcuni misteri non vengano chiariti, mi è piaciuta l’evoluzione dei personaggi negli ultimi libri, sia quella dei Baudelaire che del conte Olaf e i personaggi secondari. Nella nuova serie che uscirà (ma che non riguarderà più le vicende dei Baudelaire), pare che ricomparirà invece il Grande Ignoto, anticipazione che vuol dire tutto e niente[1].

Miss Peregrine’s House of Peculiar Children – Ransom Riggs
Caruccio. Sempre sul punto di scadere da “brillante” a “niente di ché” e viceversa, gli elementi già visti e stravisti sono compensati più o meno da altri più originali, le parti più buoniste da romanzo YA da altre più crude ecc. Non avevo capito assolutamente che fosse una saga però! Speravo fosse autoconclusivo. Un finale triste, o anche solo dolce amaro, ce lo avrei visto benissimo, ma dopo tre libri o più il lieto fine diventa praticamente obbligatorio. Vedremo…

The Game Of Thrones (Il Trono di Spade – Il Grande Inverno) – George R. R. Martin
La serie televisiva mi era molto piaciuta, e ho pensato di fare un tentativo anche col romanzo. Bello, anche se non proprio il mio genere. Inoltre, mi sto mangiando le mani: ho iniziato una saga di cui non si sa neanche se si vedrà mai la la fine. A parte questo, i metalupi sono fighissimi et pucciosissimi.

Notte Buia, Niente Stelle – Stephen King
Il primo racconto, 1922, mi ha lasciata un po’ interdetta, è forse quello che mi è piaciuto di meno. I protagonisti non mi intrigavano per niente. Non male Un bel matrimonio, molto meglio però Maxicamionista e La giusta estenzione. Quest’ultimo è il mio preferito! Davvero cattivo, a pensarci bene. Non ho capito il “lunghi giorni e piacevoli notti”, ma non voglio indagare, non vorrei scoprire di essere alle prese con un Flagg redivivo (di nuovo).

Aspettano di essere letti:

Al Crepuscolo di King, che ho già cominciato e mi sta piacendo molto poco…

Mr Sebastian e l’ombra del diavolo - trovata per caso una copia fra i reminders da Melbooks Store! Dopo che anche allo stand della Newton Compton a Torino me lo davano fuori catalogo. Piccole soddisfazioni da libreria!

Snuff (Terry Pratchett) – Arrivato proprio ieri, unico libro autografato in mio possesso ad oggi.

It (Stephen King) – Forte di un e-reader molto più comodo dell’edizione cartacea pesante ed ingombrantissima, riprovo per tipo la terza volta a leggerlo dall’inizio alla fine.

In più ho letto qualche libro di cinofilia che non fa mai male.

E ora torno nella mia caverna a finire la scorta di Tempo.

[1]Questo perché le possibili identità spaziano dalla Morte fino a un sommergibile. Io sarei felice se fosse un mostro marino!

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Disavventure bibliotecarie – II (III, IV, V…?) parte.

Ho deciso che non parlerò dell’esame sul blog, né di come sta andando la tesina, lo studio, l’ansia, le aspettative ecc. ecc.
Per scaramanzia.

Però voglio parlare, anzi, come sempre voglio lamentarmi (ma a ragione, maledizione!) del sistema bibliotecario fiorentino! E questo, toh, ha a che fare con la mia tesina.
L’autore che ho scelto per italiano è infatti il signor Dino Buzzati.
Ora, stupida io, l’ho lasciato per ultimo, pensando che essendo un autore italiano e per giunta famoso, avrei trovato tutto il materiale che volevo. In biblioteca, se non su internet.

Niente di più stupido. Di una lista di circa venti saggi, nell’insieme delle comuni biblioteche cittadine ne risultava disponibile uno. UNO.
Altri sei erano reperibili fra Biblitoeca Nazionale, Biblioteca Marucelliana e le biblioteche universitarie.
Le ultime per me sono inaccessibili, quindi nisba. La Biblioteca Marucelliana in realtà è una biblioteca come le altre, ma stento a considerarla tale perché concede prestiti solo per 4 ore al giorno (con pausa pranzo nel mezzo), e solo due giorni a settimana; negli altri solo per due ore.
Però va beh, poco da fare.

L’incubo vero è cominciato come ho messo piede nella Biblioteca Nazionale.
ORA.
E’ una biblioteca pluri rinomata, ci portano i bambini e gli stranieri in visita, c’è all’incirca una copia di ogni libro mai stato pubblicato in Italia (all’incirca).
Non-si-può metterci a lavorare degli incopetenti!

E non dico nel senso di stronzi maleducati (che pure c’erano), ma di persone profondamente ignoranti.
Non persone con problemi mentali (che pure c’erano), ma che comunque non capiscono di cosa gli parli quando fai le domande, non sanno usare i loro stessi sistemi di ricerca, non sanno coordinarsi, non ci si riesce a comunicare.

Fatto sta che io ho speso due ore in quel posto, un’ora per ogni libro che ho preso in prestito.
Quaranta minuti se ne sono andati a risolvere un pasticcio tecnico, provocato sia dalla merdaccia che ha fatto la ricerca prima di me senza disconnettersi, sia dall’addetto che mi ha avviato la procedura ignorando la mia osservazione sul fatto che quella inserita NON fosse la mia email.
E il bello è che nessuno capiva cos’era successo. Tant’è che la signora al banco delle richieste, quando le ho detto di aver fatto una richiesta di lettura errata, invece di informarsi sul perché non era arrivata a mio nome, ha preso l’altra richiesta di prestito (andata a buon fine) e me l’ha sbattuta in faccia dicendo:

“Signora, lei non ha fatto nessuna richiesta di lettura, qui c’è scritto PRESTITO. P-R-E-S-T-I-T-O, lo vede, eh, EH?”

Carina, vero?

Infine altri quaranta minuti se ne sono andati aspettando inutilmente l’arrivo di un libro, che poi si è scoperto essere posto esattamente dietro la schiena dell’addetta.

Può darsi che lo sproloquio sia inutile, anzi lo è sicuramente, però non riesco a non incazzarmi.
Non davanti a una miniera di risorse gestista peggio di un cesso pubblico. Questa non è burocrazia, è incopetenza, è voglia di chiacchierare con la collega invece di lavorare, è tante cose che mi fanno imbestialire.

E poi se uno dice che gli ebook e i siti di analisi online sono pratici e utili, il problema è che la carta profuma di più.
Ma vaff’. Facciamoci insieme quattro ore avanti e indietro e fuori e dentro dal centro cittadino, per mettere insieme sei razioni di profumo con una sottile nota di muffa stantia, e poi riparliamone.

P.S. Ciò detto, per giustizia, ho incontrato anche persone garbate e professionali, ma ahimé erano in minoranza.

Nuovo giveaway!

Confesso che il titolo “Le cattive ragazze non muoiono mai”, mi aveva fatto subito pensare all’ennesimo libro sui vampiri/licantropi/angeli ecc.

E invece si parla di case (forse) stregate, e di una bambola, e di una bambina che avrebbe dovuto starle lontano.

Naturalmente. Non bisogna mai avvicinarsi alle bambole che non escono da una confezione del supermercato *__* potrebbero essere in cerca di un corpo più caldo da abitare *____* le Barbie invece si piacciono come sono.

(Chiedo venia, ho fritto i neuroni sulle funzioni matematiche).

Cliccate sul banner per accedere alla pagina del giveaway:

Buona fortuna a tutti :)

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Al Salone del Libro

E quest’anno sono riuscita anche ad andare al Salone di Torino!
Domenica mattina ho rischiato pure di rimanere a casa, è stato l’angolino del botolo incazzato.
In cinque minuti mi si è scatenata una sinusite allergica epocale, con naso e orecchie tappati, starnuti senza sosta, gonfiore in viso e gola in fiamme.
In più, il giorno prima mi ero fracassata una spalla e una gamba a educazione fisica perché la prof ha pensato bene di scoprire se riuscivamo a far roteare un cerchio usando la caviglia e amenità simili.
Però vabbè, avevo la prospettiva dello shopping librario, così mi sono imbottita di pasticche e ho sopportato.

La fiera è enorme, non sono riuscita a visitarla tutta in un giorno solo.
Ho perso l’area dei bambini e quella dell’Italia dei libri. Per la seconda un po’ mi dispiace, ma il tempo era quello che era, volevo prima di tutto procurarmi i libri della mia lista e in quel padiglione c’era solo saggistica storica e i grandi classici, se non sbaglio.

Mia madre era venuta con me, quindi un paio d’ore sono andate accompagnandola agli incontri con la Mazzantini e Giorgio Faletti.
La prima non la leggo, non mi piace il genere, anche se mi è sembrata una persona alla mano. 
Il che non è male, considerando che l’aria da sboroni ormai se la dà anche chi cura l’appendice di un fottuto testo scolastico.
Di Faletti qualcosina ho letto, non ne ero rimasta molto entusiasta, forse proverò quello che ha preso la mamma in fiera, Appunti di un venditore di donne.
Fra l’altro, visto che il suo incontro era stato ritardato di più di mezz’ora e noi non potevamo restare, la mamma ha dovuto agguantarlo per farsi fare l’autografo (sono la sua fan numero uno, disse l’infermiera Annie).
Alla fine le ha pure disegnato un cuoricino accanto alla firma.
Temo che un autografo da King, Pratchett o Gaiman a me non toccherà mai, con o senza cuoricino… sigh.

Incontri a parte, ecco i miei trofei, tra l’altro tutti acquistati scontati (salvo Goetia, se non ricordo male):

World War Z
E’ stata chiamata in molti modi: “La Crisi”, “Gli Anni Bui”, “La Peste Ambulante”, ma anche con nomi molto più “alla moda” come “La Guerra Mondiale Z” o “La Prima Guerra Z”. A me personalmente non piace questo ultimo nomignolo, perché presuppone un’inevitabile “Seconda Guerra Z”. Per me sarà sempre “La Guerra degli Zombi”, e anche se molti possono protestare sull’accuratezza scientifica della parola zombi, dovranno però accettare un termine riconosciuto globalmente per le creature che hanno quasi portato alla nostra estinzione. Zombi resta una parola sconvolgente, ineguagliabile nella sua capacità di evocare così tante memorie ed emozioni, e sono proprio queste emozioni e queste memorie il soggetto del libro.


Ho cominciato a leggermelo in treno, mi sono macinata un centiaio di pagine. Per ora lo sto adorando, ma aspetto di finirlo per dare un giudizio decente *__*

Goetia
Nell’Italia futura sono nati nuovi miti. Uno di questi parla di uno strano sciamanesimo sviluppatosi nel corso degli anni, dopo una guerra che ha ridotto i territori conosciuti in cumuli di macerie, quartieri in rovina e palazzi sventrati.
Delle entità vengono risvegliate nei villaggi di lamiere e rottami, tramite sacrifici di sangue e simboli tracciati sul terreno ma anche per mezzo di parole rinchiuse in vecchi dispositivi elettronici ancora funzionanti, come portatili ed ebook reader: i grimori del nuovo tempo.
In ciò che rimane di una provincia si muove Cleffi, milite della Scuola del Mattino, giovane violento e con un lungo addestramento alle spalle. Per lui, abituato alle risse nei dormitori e ai combattimenti nelle arene, è giunto il momento di entrare nelle Pattuglie. Con un casco da motociclista e una pistola, Cleffi corre attraverso ciò che resta delle periferie a stanare rivoltosi, ma comincia a notare alcune scritte sui muri e strani vagabondi che, su vesti di fortuna, indossano pelli di bestie e amuleti in plastica e ferro. E d’un tratto si ritrova a chiedersi perché, in quel mondo ormai morto, la goetia sia da alcuni considerata l’ultima soluzione rimasta.
 
La Fiabe della Terra
In questo volume sono raccolte nove fiabe, frutto di una lunga ricerca che abbiamo realizzato leggendo un numero considerevole di libri, selezionando racconti provenienti da tutte le culture e tradizioni popolari del mondo il cui filo conduttore era il tema della Terra. La Terra, uno dei quattro elementi fondamentali della natura, ma anche la Terra intesa come la propria origine, la propria cultura, quello in cui si crede, il luogo da cui si proviene, fisico o mentale che sia. La Madre Terra dispensatrice di vita che può essere caverna che nasconde tesori, può manifestarsi come spirito di un salice o di una pianta di rosmarino, o trasformarsi in animali sacri come il lupo e il bisonte che rappresentano il simbolo della natura selvaggia e incontaminata.Un libro al femminile, con protagoniste donne, ragazze, dee, principesse, archetipi di figure femminili che lottano e amano e combattono per la loro sopravvivenza e indipendenza. Su tutte lo spirito della Dea Madre, o Madre Terra, che le accompagna nelle loro storie.

Non l’ho ancora letto tutto ma i disegni sono bellissimi.
Per non incappare nelle solite storielle trite l’ho un po’ sfogliato, a occhio mi sembrano buone, non smelassaggini improvvisate per i bambini. Anzi, perlomeno non sono le solite storpiature di quelle dei fratelli Grimm e di Andersen.
 
Bignami – Esame di Storia – Il Novecento

… Dovevo cascarci prima o dopo.

 

Della lista che mi ero fatta non ho trovato I giochi della notte di Iperborea e Mr. Sebastian e l’ombra del diavolo di Newton Compton, il primo in ristampa e il secondo fuori catalogo.
Non ho trovato neppure Il Re dei topi e altri racconti, perché non sono riuscita a capire se la casa editrice, Alacràin, ci fosse o meno.
Sull’elenco risultava, ma al suo posto c’era lo stand di non so che editore biellese con un addetto molto triste, che avrà dovuto spiegato dell’errore di stampa a non so quante persone.
Altrove non l’ho vista, probabilmente c’era proprio.

Per quanto riguarda lo shopping non cartaceo del lunedì, tralasciando quello spudorato dell’abbigliamento, sono stata al negozio del tè L’Ancienne Maison du Thè.
Finalmente ho trovato il tè Matcha, volevo provarlo prima che i raccolti dell’anno scorso finiscano… non per fare l’allarmista, ma al momento non mi va di consumare alimenti prodotti in Giappone posteriori al disastro di Fukushima.
Poi ho preso un Tè Christmas con frutta secca e aromi di caramello e maraschino, un Darjeeling del giardino Margaret’s Hope, e uno di quei germogli che versandoci sopra un litro d’acqua bollente non solo ci si fa il tè, ma si trasformano i fiori *.*
Sono stata anche alla torteria Olsen, dove ho mangiato una Sacher buonissima, consiglio la visita.

Decisamente il miglior weekend degli ultimi mesi.  Tempo bellissimo, tanto shopping cartaceo e non, e per tutto il tempo abbiamo incontrato persone molto disponibili e gentili, non so se per nostra fortuna o se perché i torinesi siano particolarmente cordiali.
La mia ultima vacanza pre-esami, fino a luglio. Ma con San Pietroburgo che mi aspetta al varco dopo l’orale.

Prime impressioni

Edit: Ho risistemato il post, era un obbrobrio, avevo i neuroni in sovraccarico lunedì sera. Adesso sono spiaccicati sul fondo del cervello, ma vediamo se riesco comunque a scrivere un post più chiaro e funzionale.

Prime impressioni sul Sony PRS-650.
Confermo la bontà del prodotto, il touch è ben fatto, è sensibile ma non troppo, e non parte (non finora, almeno) per i cavoli suoi come succede con alcuni cellulari. Il contrasto dello schermo è ottimo, e i dizionari istantanei con il touch sono una manna del cielo per chi legge in lingua.

L’unica pecca che ho riscontrato finora è la dimensione del testo, un problema già noto: la S è un po’ piccola, mentre la M troppo grande. 
Inoltre sarebbe comodo poter creare sottocartelle nelle Collezioni. Piccole modifiche, niente di irrinunciabile, ma sarebbero gradite.

A parte gli epub di prova già contenuti nel lettore (la Guida stessa), per adesso ho provato a leggere un romanzo in formato .rtf e un .pdf. 
Il .pdf si può fare ma è un po’ ostico, l’altro è apposto.

Aspetto di avere un briciolo di tempo in più per provare tutto il resto.
Comunque, è valsa la pena attendere. Considerato quanto costa, vedere da subito che i soldi sono stati ben investiti dà molta soddisfazione.

P.S. Avviso che il template è ancora in rodaggio, anche se penso che le macchie di colore che prendono a pugni i visitatori parlino da sole.

Finalmente tre colonne!

Aggiornamento fulmineo, che oggi è l’ultimo giorno utile per finire i compiti. Il template è ancora da sistemare, solo che le modifiche con byethost le vedo dopo mezz’ora. Sto tentando di spostare su altervista, ma non sono ancora riuscita, ritenterò meglio in settimana. Già così è guardabile direi, devo solo dare i ritocchi.
Grazie Yami per tema e codice, e per la disponibilità ^__^

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In agguato…

Ancora impegnata a fare la posta al Sony. Me ne sono già fatta soffiare due, uno perché una certa rompiballe mi ha tirato via dal pc nel terrore di ritardare cinque minuti, l’altro perché è rientrato ed esaurito di nuovo nel lasso di tempo in cui io ero in cucina a fare i biscotti (dopo quattro ore passate al pc – FUUUUUU). Ma io non mi arrendo.

Nel frattempo sto leggendo Cecità di José Saramago. La storia mi piace, ma avrei preferito la scrittura tradizionale. So che lo scopo è la verosomiglianza, ma visto che spesso e volentieri è difficile e/o faticosa da seguire non so quanto ne valga la pena.

Con il buono libri da 50 euro ottenuto con il tutoraggio (NB: l’anno scorso erano 70 euro, tirchioni) ho ordinato Un lavoro sporco di Christopher Moore, La fabbrica dei bambini di Stefan Brijs e La città dei Clown di Elliott Will. 

Direi che in attesa del lettore sono ben rifornita. Con il suo arrivo farò una piccola rivendita delle mie edizioni economiche più brutte, credo.
In generale tengo ai miei libri di carta, ma entro un certo limite. L’edizione Feltrinelli di Cecità ha una copertina così sublime che appena l’ho comprata ho tentato di pulirla con il dito, per vedere se era sporca o era proprio così l’illustrazione.

E poi non ho più posto in casa ormai, nonostante le librerie dell’Ikea. Si spera entro la fine dell’anno di mettere le mani sull’ereader e limitare finalmente le compere a edizioni belle di libri che mi sono piaciuti.

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Rango!

Visto che il tizio del corso di pilates posturale è ammalato, ho avuto magicamente un pomeriggio libero, e quindi rispolvero il blog per parlare di un film che mi è piaciuto moltissimo: Rango!!

Guardatelo!

Il protagonista è un camaleonte domestico che dalla teca in cui vive con un pesce di gomma e un torso di Barbie viene catapultato nel deserto, dove, va detto, la prima cosa che incontra è un armadillo investito da un camion con la voce di Alfred Molina.

Arrivato al villaggio di Dirt i suoi seri problemi di identità lo portano a spararle sempre più grosse per fingersi un duro con i paesani e conquistare l’attenzione della bella Borlotta, e una serie di sfortunati eventi porteranno tutti gli abitanti a credergli, tanto da farlo sceriffo. Poi ovviamente arriveranno i guai e il complotto ^__^

Jake Sonagli (Rattlesnake Jake)

Menzione di merito assoluto al cattivo (beh, a uno dei cattivi), Jake Sonagli, un gigantesco serpente a sonagli con una mitraglia in cima alla coda. In originale ha la voce del pirata Davy Jones. Devo aggiungere altro? *_*
Assolutamente da vedere!

Mi sono vista anche Sucker Punch… piacevole, ma si poteva risparmiare il biglietto del cinema e vederlo in streaming.
Vuole mettere al fuoco troppe cose. Comincia con una trama coerente. Poi il sogno del bordello. Poi il sogno dentro il sogno al solo scopo di vedersi gli scontri fra mech e ragazzine. Almeno uno dei tre livelli andava tolto, o accorpato con un altro. Già uno ha ancora in mente i primi cinque minuti al manicomio, poi tenta di seguire le vicende del bordello e poi boom, intervallo mech/zombie/scolarette.
Alla fine invece di essere divertenti erano diventati fastidiosi come le interruzioni pubblicitarie.
Comunque carino nel complesso, peccato il poco spazio dato alla parte nell’ospedale psichiatrico, mi sarebbe piaciuto vederla.

Prossime visioni: Kick-ass, Rio (forse) e Cappuccetto Rosso Sangue. E The next three days con la Mutter. 

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Twitter

Approdata su Twitter con nickname, sperando che non sia affollato come Facebook.

Qui il profilo.

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