E quest’anno sono riuscita anche ad andare al Salone di Torino!
Domenica mattina ho rischiato pure di rimanere a casa, è stato l’angolino del botolo incazzato.
In cinque minuti mi si è scatenata una sinusite allergica epocale, con naso e orecchie tappati, starnuti senza sosta, gonfiore in viso e gola in fiamme.
In più, il giorno prima mi ero fracassata una spalla e una gamba a educazione fisica perché la prof ha pensato bene di scoprire se riuscivamo a far roteare un cerchio usando la caviglia e amenità simili.
Però vabbè, avevo la prospettiva dello shopping librario, così mi sono imbottita di pasticche e ho sopportato.
La fiera è enorme, non sono riuscita a visitarla tutta in un giorno solo.
Ho perso l’area dei bambini e quella dell’Italia dei libri. Per la seconda un po’ mi dispiace, ma il tempo era quello che era, volevo prima di tutto procurarmi i libri della mia lista e in quel padiglione c’era solo saggistica storica e i grandi classici, se non sbaglio.
Mia madre era venuta con me, quindi un paio d’ore sono andate accompagnandola agli incontri con la Mazzantini e Giorgio Faletti.
La prima non la leggo, non mi piace il genere, anche se mi è sembrata una persona alla mano.
Il che non è male, considerando che l’aria da sboroni ormai se la dà anche chi cura l’appendice di un fottuto testo scolastico.
Di Faletti qualcosina ho letto, non ne ero rimasta molto entusiasta, forse proverò quello che ha preso la mamma in fiera, Appunti di un venditore di donne.
Fra l’altro, visto che il suo incontro era stato ritardato di più di mezz’ora e noi non potevamo restare, la mamma ha dovuto agguantarlo per farsi fare l’autografo (sono la sua fan numero uno, disse l’infermiera Annie).
Alla fine le ha pure disegnato un cuoricino accanto alla firma.
Temo che un autografo da King, Pratchett o Gaiman a me non toccherà mai, con o senza cuoricino… sigh.
Incontri a parte, ecco i miei trofei, tra l’altro tutti acquistati scontati (salvo Goetia, se non ricordo male):
World War Z
E’ stata chiamata in molti modi: “La Crisi”, “Gli Anni Bui”, “La Peste Ambulante”, ma anche con nomi molto più “alla moda” come “La Guerra Mondiale Z” o “La Prima Guerra Z”. A me personalmente non piace questo ultimo nomignolo, perché presuppone un’inevitabile “Seconda Guerra Z”. Per me sarà sempre “La Guerra degli Zombi”, e anche se molti possono protestare sull’accuratezza scientifica della parola zombi, dovranno però accettare un termine riconosciuto globalmente per le creature che hanno quasi portato alla nostra estinzione. Zombi resta una parola sconvolgente, ineguagliabile nella sua capacità di evocare così tante memorie ed emozioni, e sono proprio queste emozioni e queste memorie il soggetto del libro.

Ho cominciato a leggermelo in treno, mi sono macinata un centiaio di pagine. Per ora lo sto adorando, ma aspetto di finirlo per dare un giudizio decente *__*
Goetia
Nell’Italia futura sono nati nuovi miti. Uno di questi parla di uno strano sciamanesimo sviluppatosi nel corso degli anni, dopo una guerra che ha ridotto i territori conosciuti in cumuli di macerie, quartieri in rovina e palazzi sventrati.
Delle entità vengono risvegliate nei villaggi di lamiere e rottami, tramite sacrifici di sangue e simboli tracciati sul terreno ma anche per mezzo di parole rinchiuse in vecchi dispositivi elettronici ancora funzionanti, come portatili ed ebook reader: i grimori del nuovo tempo.
In ciò che rimane di una provincia si muove Cleffi, milite della Scuola del Mattino, giovane violento e con un lungo addestramento alle spalle. Per lui, abituato alle risse nei dormitori e ai combattimenti nelle arene, è giunto il momento di entrare nelle Pattuglie. Con un casco da motociclista e una pistola, Cleffi corre attraverso ciò che resta delle periferie a stanare rivoltosi, ma comincia a notare alcune scritte sui muri e strani vagabondi che, su vesti di fortuna, indossano pelli di bestie e amuleti in plastica e ferro. E d’un tratto si ritrova a chiedersi perché, in quel mondo ormai morto, la goetia sia da alcuni considerata l’ultima soluzione rimasta.

La Fiabe della Terra
In questo volume sono raccolte nove fiabe, frutto di una lunga ricerca che abbiamo realizzato leggendo un numero considerevole di libri, selezionando racconti provenienti da tutte le culture e tradizioni popolari del mondo il cui filo conduttore era il tema della Terra. La Terra, uno dei quattro elementi fondamentali della natura, ma anche la Terra intesa come la propria origine, la propria cultura, quello in cui si crede, il luogo da cui si proviene, fisico o mentale che sia. La Madre Terra dispensatrice di vita che può essere caverna che nasconde tesori, può manifestarsi come spirito di un salice o di una pianta di rosmarino, o trasformarsi in animali sacri come il lupo e il bisonte che rappresentano il simbolo della natura selvaggia e incontaminata.Un libro al femminile, con protagoniste donne, ragazze, dee, principesse, archetipi di figure femminili che lottano e amano e combattono per la loro sopravvivenza e indipendenza. Su tutte lo spirito della Dea Madre, o Madre Terra, che le accompagna nelle loro storie.

Non l’ho ancora letto tutto ma i disegni sono bellissimi.
Per non incappare nelle solite storielle trite l’ho un po’ sfogliato, a occhio mi sembrano buone, non smelassaggini improvvisate per i bambini. Anzi, perlomeno non sono le solite storpiature di quelle dei fratelli Grimm e di Andersen.
Bignami – Esame di Storia – Il Novecento

… Dovevo cascarci prima o dopo.
Della lista che mi ero fatta non ho trovato I giochi della notte di Iperborea e Mr. Sebastian e l’ombra del diavolo di Newton Compton, il primo in ristampa e il secondo fuori catalogo.
Non ho trovato neppure Il Re dei topi e altri racconti, perché non sono riuscita a capire se la casa editrice, Alacràin, ci fosse o meno.
Sull’elenco risultava, ma al suo posto c’era lo stand di non so che editore biellese con un addetto molto triste, che avrà dovuto spiegato dell’errore di stampa a non so quante persone.
Altrove non l’ho vista, probabilmente c’era proprio.
Per quanto riguarda lo shopping non cartaceo del lunedì, tralasciando quello spudorato dell’abbigliamento, sono stata al negozio del tè L’Ancienne Maison du Thè.
Finalmente ho trovato il tè Matcha, volevo provarlo prima che i raccolti dell’anno scorso finiscano… non per fare l’allarmista, ma al momento non mi va di consumare alimenti prodotti in Giappone posteriori al disastro di Fukushima.
Poi ho preso un Tè Christmas con frutta secca e aromi di caramello e maraschino, un Darjeeling del giardino Margaret’s Hope, e uno di quei germogli che versandoci sopra un litro d’acqua bollente non solo ci si fa il tè, ma si trasformano i fiori *.*
Sono stata anche alla torteria Olsen, dove ho mangiato una Sacher buonissima, consiglio la visita.
Decisamente il miglior weekend degli ultimi mesi. Tempo bellissimo, tanto shopping cartaceo e non, e per tutto il tempo abbiamo incontrato persone molto disponibili e gentili, non so se per nostra fortuna o se perché i torinesi siano particolarmente cordiali.
La mia ultima vacanza pre-esami, fino a luglio. Ma con San Pietroburgo che mi aspetta al varco dopo l’orale.